fiabe, parole e disabilitÀ

 Nell'assenza di socialità che contraddistingue questo momento, una decina di ragazzi di Anffas Mortara ha avuto la possibilità di scambiare opinioni e interagire con i bambini della scuola elementare "Anna Botto" di Vigevano, grazie al progetto "Fiabe, parole e disabilità". Un'iniziativa nata a dicembre su proposta delle insegnanti dell'istituto vigevanese, che sta riscuotendo particolare successo tra i più piccoli che tra i dieci ragazzi con disabilità che stanno partecipando con molto interesse. Ogni venerdì, i ragazzi di Anffas e i loro educatori leggoono una fiaba agli alunni delle scuole elementari sul tema della disabilità.

 Disabilità che non vuol dire ostacolo bensì opportunità. Sordomutismo che non significa impedimento, bensì silenzio. Cecità che non vuol dire intralcio, bensì fantasia. "L'idea del progetto - rivela Alessandra Donato, educatrice della cooperativa sociale Come Noi - è nata poco dopo Natale. I ragazzi avevano coltivato alcune pientine da vendere all'interno delle nostre strutture. Il ricavato è stato destinato all'acquisto di materiale scolastico per i bambini dell'istituto "Anna Botto", con cui siamo in contatto. In seguito alla donazione, alcune insegnanti hanno suggerito di far collegare con noi gli alunni delle loro classi tramite la piattaforma online usata per la DAD (didattica a distanza). Abbiamo accettato la proposta, e poiché il nostro pubblico è di età compresa tra i 6 e gli 11 anni abbiamo cercato alcune fiabe da presentare settimanalmente, che fossero inerenti al tema della disabilità". 

 Gli educatori di Anffas Mortara Alessandra Donato e Tatiana Oneta hanno trovato i contenuti adatti per l'iniziativa grazie a un'approfondita ricerca all'interno delle biblioteche del territorio, che le ha portate a scovare tre fiabe: "La pasticceria Zitti", "Il pentolino di Antonio" e "Guarda il mare". Ciascuno dei racconti ha una parola chiave e un tema ben preciso, dal quale scaturisce la riflessione e il confronto tra i bimbi delle elementari e i ragazzi con disabilità. 

"A partire da Natale, quasi tutti i venerdì fino a giugno - spiega Alessandra Donato - stiamo proponendo una storia alla settimana a classi diverse dell'istituto. Le maestre sono entusiaste di questo progetto, e i bambini ci stanno dando un riscontro positivo. Parlare con loro è un'esperienza unica, un motivo di scambio interessante in un periodo in cui i contatti sociali sono molto limitati. Abbiamo cominciato i nostri incontri settimanali con "La pasticceria di Zitti", che racconta la storia di un pasticciere sordomuto, che sforna una marea di prelibatezze in una realtà caotica dove tutti sono sempre di fretta; La caratteristica fondamentale dei suoi pasticcini è che oltre agli ingredienti tradizionali, il pasticciere sordomuto mescola anche il suo silenzio, che rallenta i ritmi delle persone che lo circondano. Proprio intorno al tema del silenzio verte questa prima storia che abbiamo presentato".

La seconda, "Il pentolino di Antonio", parla invece di un bambino con disabilità relazionale, che si trascina sempre dietro un pentolino, che per lui rappresenta la sua unica sicurezza. Un educatore lo aiuta a trovare nel pentolino, che a prima vista sembrerebbe un ostacolo, una grande opportunità. La terza fiaba, che è stata letta lo scorso venerdì 26 marzo, si intitola "Guarda il mare" e narra di una bambina non vedente che si immagina di osservare il mare. Un racconto intriso di pagine poetiche, nelle quali la bambina evoca con la fantasia il paesaggio marino che non è in grado di scorgere.

 "Un grazie va ai nostri ragazzi che hanno preso parte la progetto: Mara Faletti, Sara Marinone, Isetta Bergamin, Debora Bracco, Giovanni Piazzi, Diego BerzeroRoberta Tosini, Manuela Moretta, Stefania e Paola Savioli, Silvio Annovazzi e Daniela Marforio. I bambini delle elementari - conclude Alessandra Donato - hanno colto il messaggio che i ragazzi hanno voluto portare con i racconti che finora abbiamo presentato. Speriamo, in futuro, che il progetto possa avvenire in presenza".

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