INAUGURAZIONE NUOVI APPARTAMENTI PROGETTO "A CASA MIA"

Sarà ufficialmente inaugurata sabato 29 maggio 2021 la nuova "casa" per i ragazzi di Anffas Mortara che vogliono intraprendere un percorso di indipendenza dalla propria famiglia. Si tratta di una struttura unica nel suo genere: costata oltre un milione e 200mila euro, è stata interamente realizzata con fondi privati. Fondi raccolti dalla Fondazione Dopo di Noi, la "cassaforte" di Anffas Mortara.

  I nuovi ambienti di via Mirabelli accoglieranno due nuclei abitativi, ognuno formato da un massimo 5 persone. Anffas, Cooperativa Come Noi e Fondazione Dopo di Noi non si sono fermate nemmeno durante l'anno della pandemia e hanno realizzato questo centro destinato alla coabitazione delle persone con disabilità per consentire loro di realizzare un progetto di vita adulta indipendente dai loro genitori, nell'ambito del progetto "A Casa Mia". In estrema sintesi, si tratta di un progetto sociale concepito per promuovere l'emancipazione delle persone adulte con disabilità dai loro genitori. 

Attraverso un'azione di sostegno sociale e abitativo si promuove la coabitazione delle persone adulte per avviarle alla realizzazione di percorsi di vita indipendente e per ridurre e contrastare la dipendenza esclusiva dai genitori o dai servizi diurni e residenziali. Quella dell'emancipazione è una sfida che il mondo Anffas ha raccolto da quasi un decennio: nel 2013, infatti, aveva preso vita, a Parona, la nuova avventura di "A casa di Luca" che riusciva ad accogliere 5 persone. Poi, nel 2017, un nuovo progetto di coabitazione era stato avviato anche a Tromello. La nuova struttura di via Mirabelli accoglierà dunque un massimo di 10 persone, suddivise in

Una casa costruita a misura di ospite

  Due appartamenti di circa 130 metri quadrati, più uno spazio comune e un piccolo alloggio per l'operatore che garantirà l'assistenza notturna agli ospiti della struttura.

   Ogni appartamento è formato da tre camere, una sala da pranzo, una cucina e due bagni. Il fornello è a induzione e tutto è stato realizzato per consentire anche l'eventuale passaggio di ospiti in carrozzina. Questi sono i dettagli di "A Casa Mia" il progetto targato Anffas per promuovere l'inclusività. Sul tetto sono stati installati i pannelli solari e nello spazio comune è stato realizzato un bagno "assistito", in grado di rispondere alle esigenze delle disabilità più gravi. Gli ambienti sono tutti climatizzati e in inverno verranno riscaldati con il sistema a pompa di calore. La struttura è completata da una grande area verde destinata ad essere sfruttata come giardino, e ad un possibile raddoppio della struttura.

una delle due cucine

uno dei bagni

due nuclei abitativi da 5: gli inquilini della struttura, che saranno a tutti gli effetti "residenti, hanno un età compresa tra i 30 e i 60 anni. Potranno vivere liberamente, come se fossero a casa...loro: potranno invitare parenti e amici, che verranno ospitati nei grandi spazi comuni che la struttura mette a disposizione. E i residenti potranno tornare a casa, dalla propria famiglia, quando lo vorranno: Anffas offre così un servizio di protezione "leggero", ma integrato con tutti gli altri servizi.

   "Molti di questi ragazzi - spiega il direttore Marco Bollani - provengono da RSD e hanno già fatto un percorso anche nella comunità-alloggio dimostrando di aver minore bisogno di sostegno, altri invece arrivano direttamente dalla famiglia e sono passati attraverso un'abitazione di "transizione" dove hanno potuto sperimentare la vita indipendente". I ragazzi di fatto, hanno completato un percorso di inserimento che li ha portati a conoscersi meglio e, quasi, "a scegliersi". "Il progetto di autonomia funziona se è integrato in una rete di servizi in grado di rispondere alla diversa intensità dei bisogni: questa è la garanzia che hanno le famiglie. - illustra Bollani - Le istituzioni non hanno ancora ben capito questo caso straordinario che abbiamo qui a Mortara, cosa rappresenta per le persone con disabilità e per le loro famiglie: si tratta di un'eccellenza a livello regionale".

    Il "Dopo di Noi" è anche questo: assicurare la dignità alle persone adattando gli ambienti di vita quotidiana a loro e alle loro esigenze. E non viceversa. Questo modello dovrà diventare, secondo le indicazioni del PNRR varato dal Governo Draghi, prevalente nella riorganizzazione dell'offerta. Il progetto obbedisce alla necessità di accompagnare le persone adulte a realizzare progetti di vita indipendente e prevenire e contrastare l'istituzionalizzazione precoce delle persone con disabilità all'interno di strutture non appropriate, ma anche il rischio di deprivazione sociale e di segregazione al domicilio determinati spesso dal semplice affidamento dei figli adulti con disabilità ad assistenti familiari, in assenza di un progetto complessivo di presa in carico che qualifichi e tuteli il percorso di vita della persona. La struttura è arredata con mobili che sono stati acquistati grazie alla somma di 37mila euro che la cooperativa Come Noi si è aggiudicata nel concorso Trust in Life promosso da UBI Banca.