OGGI ANFFAS MORTARA
HA CAMBIATO IL FUTURO!

Sabato 29 maggio 2021, alla presenza delle famiglie e dei ragazzi di Anffas Mortara, i rappresentanti delle istituzioni hanno dato il via al taglio del nastro: è stata inaugurata la nuova bi-villa per la vita indipendente di dieci persone con disabilità. Erano presenti Alessandra Locatelli, assessore della Regione Lombardia con delega alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità , l’eurodeputato Angelo Ciocca, il consigliere regionale Ruggero Invernizzi, il direttore socio-sanitario di ATS Pavia Ilaria Marzi, il deputato Marco Maggioni, oltre al sindaco Marco Facchinotti, al Vicesindaco Tarantola e all’Assessore ai Servizi Sociali Paola Baldin. C’erano il Vescovo di Vigevano Mons. Maurizio Gervasoni e la Madre Generale delle Suore Pianzoline. C’era Emilio Rota, presidente nazionale della Fondazione Dopo di Noi e di Anffas Lombardia. Che dire? Momenti di condivisione, di profonda emozione, di vera relazione interpersonale costruttiva, complementare e anche affettiva tra i diversi livelli coinvolti. Ognuno ha dato voce al proprio sentimento di meraviglia, di gratitudine e di grande soddisfazione con parole sincere di partecipazione autentica.

 

 

 

 

 

 

 

Ci sembra opportuno, su queste pagine di Anffas Mortara e Lomellina, riportare le parole del Presidente locale, Nadia Farinelli, che ha ben espresso il significato profondo dell’evento straordinario che sta prendendo corpo sul nostro territorio:

 

 “A stupirci non è la gioia di ritrovarci insieme, dopo le restrizioni faticose della pandemia. Non è la volontà di produrre un momento nostro, un ricordo vivo della nostra coesione. A stupirci non è il colore vivace di questa costruzione, che ha fatto tanto parlare di sé, e che alla fine piace. Non ci stupisce nemmeno la tenacia con cui abbiamo unito le forze per accettare questa sfida.

 

Che cosa allora ci sorprende? Abbiamo trasformato il “futuro minaccia” in un “ futuro promessa”.                     

 

Ecco che cosa ci esalta! La domanda che rappresenta un pensiero intrusivo troppo pesante in chi ha un figlio con disabilità è questa: che ne sarà di lui quando noi non ci saremo più? Quale sarà la qualità della sua vita?

 

Anffas Mortara ha fatto tantissimo nel passato, ma non potevamo permetterci di rimanere concentrati solo su ciò che di bello è stato fatto. Il passato, senza un futuro-promessa, è una china scivolosa: rimanere ancorati al passato, vuol dire sdrucciolare verso la depressione. E non è nemmeno consigliabile restare in maniera maniacale raccolti nel presente: non stiamo celebrando il nostro presente, ma il futuro dei nostri figli.

 

Non più incertezza, precarietà, insicurezza, inquietudine. Altrimenti, come diceva qualcuno, il “terribile è già accaduto”. Ci stupisce che con questa opera, grazie all’organizzazione articolata di Anffas Mortara (Associazione, Cooperativa e Fondazione), abbiamo impedito alle iniziative di spegnersi, alla speranza di svuotarsi, alla nostra energia vitale di implodere”.

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