ANFFAS : SPORT COME STRUMENTO
DI EDUCAZIONE E INCLUSIONE

Lo sport non è solo fare attività fisica, ma è anche una forma di svago universale, che educa e forma i ragazzi senza distinzioni.

Ed è proprio questo l’obiettivo del progetto “Sportivi si cresce”, un’iniziativa gestita dalla cooperativa Come Noi che si è rivolta a tutti i ragazzi, non solo con disabilità, di età inferiore ai 25 anni.

È stato finanziato dalla “Fondazione Cariplo“, capofila è l’Istituto Don Comelli di Vigevano e la cooperativa Come Noi è partner del progetto.

Il progetto è stato suddiviso in due proposte, da ottobre 2018 a giugno 2019 i ragazzi di Anffas dai 14 ai 25 anni hanno fatto attività motoria in acqua presso le piscine di Cassolnovo e Vigevano. Insieme ad un istruttore sportivo e di un educatore professionale della struttura i ragazzi hanno fatto attività di nuoto libero e attività motoria strutturata, finalizzata al miglioramento delle relazioni interpersonali, essendo l’attività svolta in ambiente inclusivo, ovvero quando la piscina è aperta a tutti.

Nella seconda parte invece, sono state fatte delle attività all’insegna di diverse discipline sportive nei fine settimana e della durata di mezza giornata circa, da effettuarsi al sabato o alla domenica nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2019, con la sorveglianza di educatori professionali e con l’aiuto di volontari. Le esperienze proposte sono state equitazione, camminata soft-walking, partite di pallavolo o calcetto, disk dog, e trekking in montagna. Le attività sono state organizzate in luoghi accessibili a qualsiasi tipo di utenza disabile e principalmente all’aria aperta in modo da poter promuovere il benessere psicofisico sia attraverso lo sport che attraverso il contatto con la natura.

Il primo appuntamento si è svolto con l’associazione “ASD Movisport“ per l’ospitalità e per l’organizzazione. I ragazzi sono andati a Rivanazzano per svolgere un’attività di sport-mix e di psicomotricità e ciascuno di loro ha potuto partecipare liberamente alle attività sportive e ludiche preferite e più adatte, s celte dagli operatori in collaborazione con le famiglie.

“Ho vissuto questa iniziativa come mamma e come Presidente – dichiara  Nadia Farinelli, presidente di Anffas Onlus di Mortara e Lomellina – È stata una bellissima opportunità di emancipazione per mio figlio, che ha partecipato da solo visto che la famiglia ha potuto solo accompagnarlo, ma non necessariamente, ad un’attività continuativa e divertente al di fuori della normale quotidianità”.

Gli altri appuntamenti sono stati a Cassolnovo, in cui nel pomeriggio i ragazzi hanno giocato a pallavolo in collaborazione con Pol. D. Unione Sportiva Cassolese. La terza giornata era stata organizzata per un’attività di Pesca Sportiva a Robbio ma, a causa del maltempo, i ragazzi si sono divertiti ugualmente passeggiando per le vie di Mortara.

Durante il quarto appuntamento, i ragazzi hanno sperimentato un’attività di soft-walking presso la Cascina Liberata con l’associazione de “Gli Amici del Cammino“. Per concludere questo percorso, i ragazzi hanno avuto una bellissima esperienza di ippoterapia presso La Cascina di Carola, insieme agli scout AGESCI di Vigevano.

“È stato un piccolo grande esempio di cultura dello sport inclusivo – conclude la presidente di Anffas Mortara Nadia Farinelli – dove persone con e senza disabilità hanno potuto condividere lo stesso spazio, nello stesso momento e con gli stessi allenatori. Non è l’allievo che deve adattarsi alla disciplina sportiva, ma è lo sport che si adatta alle esigenze di ogni allievo. ed è una ricchezza per tutti”.

Si spera quindi che ogni perdona, indipendentemente dalle proprie abilità, provenienza, colore della pelle, idee politiche o religiose, si integri al meglio e si esprima attraverso il gioco e la socializzazione che lo sport può favorire grazie ai propri principi ed insegnanti.

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